Il Tesoretto…

Lo scorso 9 marzo, in un incontro pubblico presso l’Aula Consiliare, il Sindaco Fiorenzo De Simone ha annunciato la sua ricandidatura alle prossime elezioni amministrative, previste per il 26 maggio. Lo ha fatto da solo, senza presentare alcuna lista o futuro membro della stessa. Lo ha fatto sbandierando come principale successo della sua Amministrazione l’aver evitato il commissariamento del nostro Comune (non dovrebbe essere il minimo per un’Amministrazione capace?). Ha aperto il suo discorso parlando di equilibrio economico da ripristinare, di problematiche di liquidità, di situazione critica, ecc. Ci chiediamo a questo punto cosa abbia fatto in questi cinque anni per giungere in questa drammatica situazione, considerando che, parole sue, Vicovaro vive uno dei momenti più difficili della sua storia.

La prima ammissione che fa innanzi ai cittadini è quella di aver chiuso il 2018 con ben 778mila euro di anticipazione di cassa, sottolineando non solo che non era mai accaduto in modo così importante, ma che prima del 2015 non era mai stato necessario ricorrere a una simile misura! La domanda su come tale situazione sia venuta a concretizzarsi sorge spontanea, visto che dal 2015 ad oggi è stata la sua Amministrazione a governare il paese. Le motivazioni sono tante, afferma genericamente, tuttavia ce n’è una in particolare che ha voluto sottoporre all’attenzione dei cittadini: il progetto della piscina.

Infatti lo squilibrio nel bilancio comunale sarebbe stato causato dall’apertura del cantiere della piscina, prevista nel progetto di ampliamento dell’impianto sportivo comunale (un progetto di 16 anni fa!). Una giustificazione curiosa, questa, dal momento che i fondi per i lavori necessari alla realizzazione della piscina avrebbero dovuto già essere disponibili, inviolati e vincolati, per affrontare le spese per i quali sono stati concessi. Non solo, ma il Sindaco ci ha lasciati sgomenti quando ha affermato:

«Ora io qui non voglio entrare sulla legittimità, sulla regolarità, sulla correttezza, di un utilizzo di quel milione e 100mila euro vincolato nella realizzazione della piscina. Ma è un dato che fino al 2015, cioè fino all’anno in cui si è aperto il cantiere della piscina, il comune non ha dovuto far ricorso all’anticipazione di cassa. Dall’anno successivo, dal 2016, in modo massiccio nel 2018 quando il grosso della spesa per la piscina è stata affrontata, ecco che il ricorso all’anticipazione di cassa diventa importante. Cioè quel tesoretto è stato speso dall’Amministrazione comunale per le ragioni per le quali andava speso, ed ecco che quella disponibilità, quella flessibilità, che le Amministrazioni comunali precedenti avevano potuto utilizzare non c’è stata più

Sì, avete letto bene, il Sindaco non vuole entrare nel merito della legittimità, o della sconsideratezza, dell’utilizzo di quello che lui chiama impropriamente “tesoretto”, ovvero il fondo vincolato al progetto della piscina. Atteggiamento decisamente allarmante per chi amministra la cosa pubblica, perché è proprio questo che avrebbe dovuto fare innanzi ai cittadini, ovvero spiegare perché dei fondi pubblici vincolati sono stati utilizzati dall’Amministrazione, in modo sistematico, per coprire le spese correnti!
Non contento ha sottolineato che le precedenti Amministrazioni sono riuscite ad evitare la medesima situazione di sofferenza economica grazie all’utilizzo di questo fondo vincolato, come se fosse una vera e propria riserva da utilizzare quando necessario o a proprio piacimento. In altre parole, il Comune di Vicovaro sarebbe riuscito a spendere e a mantenere in equilibrio il bilancio comunale negli ultimi 15 anni, grazie all’uso del fondo vincolato destinato alla realizzazione della piscina! Quando finalmente, dopo tre lustri, il cantiere per realizzare la piscina è stato aperto, si è rotto l’incantesimo e Vicovaro si è trovato ad affrontare la drammatica realtà. Un quadro terrificante che desta estrema preoccupazione.

Amministratori accorti e responsabili sono perfettamente consapevoli che l’utilizzo improprio dei fondi vincolati evidenzia una divergenza netta dal principio della sana gestione finanziaria. La difficoltà di cassa reiterata lamentata dal Sindaco, pertanto, rappresenta un allarmante indicatore della situazione finanziaria deteriorata del nostro Ente, al limite del dissesto! Il Sindaco De Simone descrive purtroppo una situazione tipica di malagestione finanziaria, dove le entrate vincolate vengono utilizzate, appunto da “tesoretto”, per sopperire alla mancata riscossione soprattutto delle entrate correnti erroneamente conservate come residui. Esaurita anche questa riserva finanziaria, come accaduto dopo il pagamento dei lavori inerenti alla piscina, non rimane altro che fare ricorso alla quota residua di anticipazione la quale, oltre a comportare oneri per interessi passivi, rappresenta l’extrema ratio oltre la quale non resta alcuna strada se non quella del blocco dei pagamenti.

Scenario questo pericolosamente reale, considerate le richieste di anticipazione di tesoreria deliberate dall’Amministrazione comunale negli ultimi tre anni: € 1.037.171,04 nel 2017, € 1.130.875,41 nel 2018 e € 819.014,64 nel 2019! Eloquenti le parole del Revisore dei Conti in merito all’anticipazione di cassa, espresso sull’ultima variazione al bilancio di previsione 2018-2020:

«Capitolo n. 2920 – uscita – rimborso anticipazione di cassa (cap E 650) – l’importo indicato a seguito della variazione è pari a € 2.880.641,91 – lato cassa. Si evidenzia che tale importo è superiore, per € 166.540,93, a quanto stabilito nel provvedimento di delibera di giunta n. 13 del 6.02.2018 ovvero all’importo massimo ottenibile per legge che è di € 2.714.100,98.
Quindi, sebbene la variazione in aumento non sia di carattere autorizzatorio, come indicato anche nella motivazione, appare opportuno evidenziare che, con il provvedimento di variazione si avrebbe, in bilancio, un importo superiore a quello ottenibile dal tesoriere e stabilito per legge.
Un importo così elevato, è un chiaro indicatore di criticità finanziaria dell’Ente ed è importante che la situazione deficitaria della cassa venga ripianata quanto prima


APPROFONDIMENTO

Siamo consapevoli della tediosità di cotanti riferimenti amministrativi e normativi, tuttavia essi sono necessari al fine di comprendere, senza ombra di dubbio, l’andamento dei fatti. Il Comune di Vicovaro inviava alla Regione Lazio, ai sensi della Legge 6 marzo 1987, n. 65 e dell’avviso pubblico approvato con Deliberazione di Giunta Regionale 12 ottobre 1999, n. 5114, una richiesta di finanziamento per la realizzazione del progetto “Ampliamento dell’impianto sportivo comunale Tancredi Berenghi – realizzazione di una piscina e di una pista di atletica”. La Regione Lazio comunicava al Comune di Vicovaro, con nota 7 novembre 2002, prot. n. 22303CA, la pubblicazione della Deliberazione di Giunta Regionale 9 agosto 2002, n. 1187, con la quale venivano indicati gli Enti ammessi al finanziamento, tra i quali Vicovaro, per un importo del progetto pari a € 1.029.763,41 di cui: a contributo statale, ai sensi della suddetta Legge, € 798.288,00; e a carico dell’Ente comunale € 231.475,41.

Il Comune approvava il Progetto Esecutivo dei lavori con Deliberazione di Giunta 8 aprile 2003, n. 31 per un importo complessivo di € 1.029.760,12. Progetto successivamente modificato e approvato, ben tre anni dopo, con Deliberazione di Giunta 6 giugno 2006, n. 45 per l’importo di € 1.029.760,00. Il medesimo giorno, con Determinazione n. 37, il Comune di Vicovaro contraeva con il Credito Sportivo un primo mutuo (Pratica n. 26068) per un importo pari a € 798.288,00 (contributo statale); e, con Determinazione n. 38, un secondo mutuo (Pratica n. 26069) per in importo pari a € 231.472,12. I lavori venivano aggiudicati all’impresa “Co.Ge.F. Costruzioni Generali Fubelli S.r.l.”, con gara effettuata il 5 settembre 2006, per un importo di € 705.816,02 +IVA. Il Contratto di Appalto veniva sottoscritto tra le parti in data 5 ottobre 2006 e il 20 novembre 2006 veniva redatto il Verbale di consegna dei lavori.

Solamente quattro giorni dopo, il 24 novembre 2006, il Direttore dei Lavori disponeva la formale sospensione dei lavori con la seguente motivazione: «Preso atto che non è possibile provvedere al regolare avvio delle lavorazioni ed allestimento del cantiere.» Cominciava in tal modo un interminabile carosello di accuse, raccomandate, diffide, ecc. tra il Direttore dei Lavori, la ditta appaltatrice e l’Amministrazione comunale, finché quest’ultima, con Deliberazione di Giunta 29 maggio 2008, n. 43 – a 5 anni dall’approvazione del primo Progetto Esecutivo – revocava l’incarico al Direttore dei Lavori.

Poi il vuoto assoluto, fino al 20 febbraio 2011, quando la “Co.Ge.F. Costruzioni Generali Fubelli S.r.l.” conveniva in giudizio innanzi al Tribunale Civile di Tivoli, al fine di accertare e dichiarare l’intervenuta risoluzione di diritto del contratto di appalto oltre alla richiesta di risarcimento danni. Nell’attesa di soluzione di un contenzioso che sarebbe arrivato al dicembre 2016 (!), il Comune di Vicovaro avviava le procedure per redigere un progetto definitivo in variante, approvato con Deliberazione di Giunta 30 luglio 2012, n. 85 per il medesimo importo complessivo di € 1.029.760,00 ma caratterizzato da un importo dei lavori a base d’asta maggiorato di € 60.894,63 +IVA.

Ancora il vuoto per altri tre anni. Con Determinazione 6 marzo 2015, n. 15 il Responsabile Area Tecnica modificava la ragione sociale del soggetto affidatario dell’incarico professionale affidando lo stesso al “Consorzio Stabile di Ingegneria ENGEKO S.c.a.r.l.”, il quale effettuava un aggiornamento del rilievo topografico e delle indagini geologiche, dal quale emergeva la necessità di modificare la tipologia strutturale prevista dal progetto definitivo di variante per la realizzazione delle strutture di fondazione, elevazione e contenimento delle opere. Spese coperte, previa autorizzazione della Regione, tramite l’utilizzo di parte del ribasso d’asta. Con Determinazione 16 settembre 2015, n. 44 il Responsabile Area Tecnica approvava l’ennesima variante al progetto, 12 anni dopo l’approvazione del primo progetto!

Il contenzioso civile con “Co.Ge.F. Costruzioni Generali Fubelli S.r.l.” giungeva a conclusione in data 21 settembre 2015, con la sottoscrizione dell’atto di transazione approvato con Deliberazione di Giunta 17 settembre 2015, n. 91 tra il Comune di Vicovaro, la premenzionata impresa e la “FF Real Estate S.r.l.”, alla quale veniva ceduto ramo d’azienda relativo al contratto d’appalto (Rep. 5 ottobre 2006, n. 38). La causa civile è stata rinviata per mancata comparizione delle parti (art. 309 c.p.c.) il 17 ottobre 2016 e successivamente cancellata il 12 dicembre 2016.

Con Determinazione 22 marzo 2017, n. 20 veniva approvata una nuova perizia di variante, oramai non si contano più, presentata con relazione del tecnico progettista in data 20 marzo 2017, prot. n. 1615. Rispetto all’ultima variante approvata (2015) è previsto l’aumento dell’importo contrattuale della ditta appaltatrice, che passa da € 753.733,51 a € 783.234,72 e un totale a disposizione pari a € 251.045,46. Ad oggi, 16 anni dopo l’approvazione del primo Progetto Esecutivo, la piscina comunale, nonostante i molteplici ridimensionamenti del progetto originario (il quale prevedeva una vasca più grande, una copertura nonché la pista di atletica), non è stata ancora realizzata! E a questo incredibile risultato hanno contribuito ben quattro Amministrazioni negli ultimi 20 anni.

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