Casa Cantoniera o Cantonata?

Il tempo è galantuomo, “qualcuno” disse… E l’Amministrazione non perde occasione per dimostrare l’inefficacia della propria politica amministrativa nonché l’incapacità di cogliere ottime occasioni per rilanciare il territorio. Dopo gli sprechi evidenziati negli articoli precedenti, ecco aggiungersi un ulteriore tassello all’opera di mal gestione perpetrata da codesta Amministrazione.

La Regione Lazio – con Delibera di Giunta 15 luglio 2014, n. 470 – ha individuato 36 case cantoniere in disuso (9 in provincia di Roma) da poter assegnare a canone ricognitorio ai Comuni, ove ricadono tali edifici, previa presentazione di un’istanza di concessione corredata di una proposta progettuale da inviare alla Regione Lazio entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione della Delibera soprindicata.

Il Comune di Vicovaro – con nota 11 settembre 2014, n. 3772 – ha inoltrato alla Regione l’istanza di concessione, con relativa proposta progettuale, inerente all’immobile indicato al n. 2 nell’Allegato B della soprindicata Delibera, ovvero la casa cantoniera sita in Via Tiburtina Valeria al km. 48:358 (presso la Stazione di Valle dell’Aniene-Mandela-Sambuci).

La Regione Lazio – con Delibera di Giunta 4 novembre 2014, n. 751 – ha affidato, in concessione a canone ricognitorio per 6 anni (prorogabile per altri 6 anni), gli immobili di cui sopra ai Comuni che hanno presentato regolare istanza e tra i quali il Comune di Vicovaro per un progetto che prevedeva la realizzazione di un bel «parco attrezzato, servizi per fermata autobus, sala polifunzionale per associazioni, area di manovra per autobus». È stato altresì deliberato, al punto 4, «di stabilire un arco temporale di 12 mesi, causa decadenza della concessione, entro il quale le Amministrazioni Comunali dovranno eseguire tutti gli interventi di ristrutturazione previsti nel progetto ed attivare le funzioni e le attività per cui hanno richiesto l’immobile, mantenendole in essere per tutta la durata della concessione.» Condicio sine qua non, chiara e inequivocabile.

Successivamente – con nota 29 gennaio 2015, n. 48762 – la Regione ha comunicato la formale concessione dell’immobile soprindicato nonché l’importo del corrispondente canone ricognitorio pari a € 1.424,24 all’anno (€ 119,52 al mese) e che il Comune di Vicovaro ha accettato con Delibera di Giunta 9 febbraio 2015, n. 12. Un importo, quindi, pari a € 8.605,44 nell’arco di 6 anni.

Lo schema dell’Atto di Concessione è stato approvato dalla Regione Lazio con Delibera di Giunta 31 marzo 2015, n. 133 e successivamente rettificata con Delibera di Giunta 12 maggio 2015, n. 216. Infine, l’Atto di Concessione è stato registrato in data 2 marzo 2016 e il Verbale di Consegna e passaggio delle chiavi è stato sottoscritto in data 18 marzo 2016.

Sono trascorsi più di due anni dalla sottoscrizione del Verbale di Consegna delle chiavi, più del doppio del termine concesso dalla Regione! Non solo i lavori previsti dal progetto non sono stati realizzati, ma la casa cantoniera, che avrebbe dovuto essere un tassello assai importante per il rilancio del nodo di scambio Vicovaro-Mandela-Sambuci, è stata definitivamente abbandonata e versa in condizioni assai peggiori di quelle in cui era al momento della consegna delle chiavi (vedasi fotografia allegata)!

L’Atto di Concessione prevede all’art. 10 (Decadenza della concessione): «L’Ente concedente si riserva il pieno diritto di revocare l’atto di concessione in qualunque tempo, ovvero di modificarlo a suo insindacabile giudizio, in tutto o in parte le clausole incluse nel presente disciplinare, senza che il concessionario possa in tal caso pretendere compensi o indennità di sorta. L’inadempimento degli obblighi assunti dal concessionario e/o la difformità rispetto alla destinazione d’uso prevista comportano la decadenza dalla concessione. Comporta altresì decadenza della concessione la mancata realizzazione, entro dodici mesi dal rilascio della concessione, degli interventi di ristrutturazione e delle attività previste nel progetto presentato e approvato. La concedente ha la facoltà di disporre ispezioni, controlli e verifiche periodiche a mezzo di propri funzionari all’uopo incaricati per accertare il rispetto di tutte le condizioni di cui al presente atto. In difetto si disporrà la decadenza dalla concessione con l’obbligo, in capo al concessionario, alla restituzione immediata degli immobili liberi da persone e cose. Tutte le opere ed attività che risultassero non autorizzate nell’ambito della competenza di altre Amministrazioni saranno a queste ultime denunciate come abusive per i provvedimenti di rimozione e sgombero.»

Nonché al successivo art. 11 (Effetti della revoca e della decadenza): «In caso di revoca o decadenza della concessione, il concessionario, ad insindacabile giudizio della concedente e nel termine che verrà fissato dalla stessa, dovrà ridurre in pristino, a sua totale cura e spese, il bene oggetto della presente concessione. In caso di inadempienza le eventuali modifiche realizzate si intenderanno acquisite jure accessionis al Demanio Regionale, senza alcun riconoscimento di indennizzi e del valore delle addizioni e migliorie

Chiediamo all’Amministrazione, in particolare alla Dott.ssa Mariastella Ziantoni in qualità di Consigliere comunale e Responsabile dell’Area Tecnica pro tempore al momento della consegna delle chiavi, cos’è stato del progetto per il quale il Comune ha richiesto la concessione della casa cantoniera? Tenuto conto che il termine per realizzare i lavori è abbondantemente scaduto, è solo questione di tempo prima che la struttura torni nelle mani del Demanio Regionale. I cittadini di Vicovaro devono di nuovo prendere atto dell’ennesima promessa disattesa e dell’ennesimo spreco di risorse?

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